reBox Save The Food: una campagna di crowdfunding per contrastare lo spreco di cibo!

Parte oggi, lunedì 4 aprile sulla piattaforma Eppela www.eppela.com la campagna reBox Save The Food. reBox è un progetto etico ed ecologico, nato dal volere di quattro soci: Marco Lei, Daniela Demasi, Alessandro e Vito Viesti, che hanno dato vita alla startup Malvida, nata per la commercializzazione di scatole per l’asporto del cibo avanzato nei ristoranti o per il take away e dunque pensata per combattere lo spreco di cibo.

reBOX ha più facce e usi: reFOOD, un contenitore riciclabile che consente di portare a casa in modo pratico e originale il cibo avanzato durante una cena al ristorante e che potrà poi essere conservato in frigo o messo direttamente nel microonde. E reWINE, che verrà proposta a breve, e che permetterà di non lasciare al ristorante la bottiglia di vino aperta e non consumata.

Partiti a gennaio con una produzione base di 3.000 scatole, per capire e misurare l’interesse verso questo progetto, hanno ora deciso di lanciare una campagna di crowdfunding per finanziare la produzione delle reFOOD e raggiungere il maggior numero di ristoranti in tutta Italia. Al momento sono in Piemonte, Liguria, Trentino, Lombardia ed Emilia Romagna.

Crowdfounding
Crowdfounding

Prima tappa 10 mila euro: con cui verranno prodotte le scatole per 200 ristoranti. Sostenitrice della campagna sarà Lisa Casali, scienziata ambientale e testimonial WWF per l’alimentazione sostenibile che con il suo blog su D.Repubblica, Ecocucina fornisce consigli su come ridurre il proprio impatto ambientale in cucina e autrice di “Tutto Fa Brodo – Dagli Scarti Alle Scorte: La Mia Rivoluzione In Cucina”. Ecco perché ha deciso di sostenere il progetto re Food. “La sfida del secolo, ovvero nutrirci tutti il giusto, anche quando arriveremo a 10 miliardi, non può prescindere da un utilizzo più efficiente delle risorse naturali e da un azzeramento degli sprechi. Lo spreco deve essere combattuto su più livelli e fronti, persino al ristorante. Tutte le volte che lasciamo qualcosa nel piatto è come se buttassimo via dell’acqua potabile, del suolo fertile, dell’aria pulita, oltre a contribuire ai cambiamenti climatici. Non sottovalutiamo il potere di ogni gesto quotidiano, come quello di recuperare ciò che diventerebbe rifiuto e farlo diventare magari il pranzo per il giorno dopo. Mi piace questo progetto per la sua tripla funzione, riduzione degli sprechi a tavola, educativo soprattutto per i più piccoli che così imparano il valore del cibo e poi sociale grazie all’azione di sostegno alle persone che hanno ben poco da mettere sulla loro di tavola. Infine reBox mi piace per la versatilità e facilità di utilizzo perché non è importante solo che il cibo arrivi dal ristorante a casa, ma anche che riesca a tornarci sulla tavola senza diventare rifiuto.

Ricorda infatti Marco Lei, responsabile commerciale “il progetto ha la doppia funzione di sensibilizzare sia i ristoratori, ai quali è rivolto direttamente, sia i clienti. Ogni anno le famiglie italiane sprecano una quantità immensa di cibo, per contrastare questo fenomeno abbiamo pensato a reBOX. Non potendo entrare nelle case delle persone abbiamo deciso di rivolgerci al mercato della ristorazione. In Italia sta prendendo sempre più piede la buona abitudine di richiedere al ristoratore di portare a casa ciò che non si è terminato, spesso è lo stesso ristoratore a proporlo al cliente. Ora il cibo viene consegnato in contenitori di alluminio dentro una shopper di plastica e questo non incentiva minimamente questa buona abitudine”.

Non bisogna infatti dimenticare che, ad oggi, in Italia lo spreco di cibo ammonta a 5,1 milioni di tonnellate, dato che emerge dalla recente indagine illustrata a Expo2015. Di questa quantità, 185 mila tonnellate provengono dagli alimenti buttati via nella ristorazione, a fronte di un miliardo di persone che soffrono la fame.
Negli ultimi anni è però cresciuta la consapevolezza sociale ed ecologica e le iniziative volte al recupero del cibo stanno crescendo lentamente. Il progetto reBOX nasce da questa tendenza positiva, per aumentare l’attenzione verso lo spreco, diminuendo velocemente l’impatto che la ristorazione ha su questi numeri: reFOOD libera dal preconcetto che portare a casa il cibo avanzato al ristorante sia un gesto poco elegante e abitua le persone all’attenzione verso ciò che mangiano e ciò che avanzano.

Infine, reFOOD è un modo per recuperare il cibo con intelligenza e fare del bene. Infatti, oltre a prevenire lo spreco alimentare aiuta chi ha bisogno. Per ogni contenitore re FOOD acquistato dai ristoratori re BOX devolve una parte del ricavato ad “AZIONE CONTRO LA FAME” (www.azionecontrolafame.it) associazione umanitaria internazionale impegnata in 47 paesi del mondo contro fame e malnutrizione infantile. Quattro le aree su cui è impegnata: cibo e salute, acqua e sanità, sicurezza alimentare, sostegno e sensibilizzazione.
Con 90 scatole re Box offrirà 3 giorni di terapia salvavita con latte terapeutico e medicinali a un bambino.

Con 150 scatole 1 mese di cibo terapeutico pronto all’uso per un bambino malnutrito.
Con 190 scatole vaccini contro rosolia e morbillo, antibiotici, antiemetici e vitamine per 13 bambini.
Chiedendo re FOOD al proprio ristorante si aiuterà così a ridurre lo spreco alimentare e a combattere la fame nel mondo. E lo si farà senza spendere nulla, perché il contenitore re FOOD è gratuito.

Seguiteci su FACEBOOK: Re BOX_ Save the food
Per richiedere re BOX
Numero verde 800628144
Solo da rete fissa dalle 9,00 alle 18,00