Atteggiamento e rapporto scuola e genitori

di Cristina Rosso

Cari lettori, come già analizzato nello scorso articolo, capita probabilmente solo nella scuola, che l’utente del servizio giudichi e valuti l’operatore indicando modi e contenuti ritenuti corretti e appropriati, con un effetto di delegittimazione dell’autorità educativa.

scuolagenitori2Non si tratta soltanto di un atteggiamento di sfiducia totale verso la scuola, ma piuttosto di assenza e indifferenza che poi svaniscono di colpo davanti a situazioni di criticità riguardo al proprio figlio, per lasciar posto ad accuse a senso unico verso la scuola, come se questa avesse la finalità istituzionale di farsi carico in via esclusiva di tutte le problematiche educative dei ragazzi.

Avevo  citato tre atteggiamenti estremi in cui possono cadere  alcuni genitori, per evidenziare meglio, in positivo, quale tipo di rapporto è auspicabile tra genitori e insegnanti.

Un rapporto che potremmo sintetizzare in poche parole: fiducia, presenza, discrezione, collaborazione.

Fiducia verso la scuola come atteggiamento dovuto, che sia effettivo nei gesti e nelle parole, tanto da riflettersi sul comportamento del proprio figlio verso gli insegnanti e verso l’istituzione.

Presenza non solo fisica alla vita della scuola, come luogo dove il proprio figlio trascorre tanto del proprio tempo; presenza che si traduce in interesse sincero a quanto avviene in ambito scolastico; presenza che si riduce con l’età dei figli ma che non scompare mai.

Discrezione nel rapporto con gli insegnanti, nelle considerazioni che si esprimono, nell’uso delle parole e negli atteggiamenti in presenza dei propri figli.

Collaborazione: è molto importante che, nelle sedi competenti e nei periodici incontri con i docenti, la famiglia presti la propria collaborazione offrendo elementi di conoscenza su atteggiamenti e comportamenti dei giovani fuori della scuola che potrebbero essere rilevanti per una efficace conoscenza delle inclinazioni individuali dell’alunno.

L’alunno-figlio deve insomma sentirsi circondato ma non accerchiato da un metaforico “abbraccio educativo” che inizia a casa con i genitori e si estende a scuola con gli insegnanti, in un clima di partecipazione e collaborazione.

Sogno, utopia?…….Io direi speranza, educazione delle generazioni  e tanto, tanto lavoro perché ciò avvenga.