2015: il centenario della grande guerra

Nel 2015 si celebrerà il centenario della partecipazione dell’Italia alla prima guerra mondiale. In tutte le regioni sono già stati predisposti gli avvenimenti per la commemorazione di questo importantissimo anniversario ed il 24 maggio sono previste anche parate militari.

L’Italia come tutti sanno entra in guerra dieci mesi dopo lo scoppio della prima guerra mondiale (appunto il 24 maggio 1915) che ebbe inizio il 28 luglio 1914 con la dichiarazione di guerra dell’impero Austro-Ungarico al Regno di Serbia.

La partecipazione o meno all’evento bellico diede vita in Italia ad un duro confronto (scontro), tra coloro che erano favorevoli alla guerra, gli interventisti, e chi preferiva che l’Italia rimanesse fuori dal conflitto mondiale, i neutralisti.

Dopo circa dieci mesi di indecisioni sia a livello politico parlamentare che a livello sociale, l’Italia entrò in guerra al fianco della Triplice Intesa (Inghilterra, Francia e Russia) e contro gli imperi centrali della Triplice Alleanza.

La prima guerra mondiale durò dal 1914 al 1918 e fu l’evento più catastrofico che potesse mai accadere in quel periodo. Fu una guerra di trincea, una guerra di logoramento fisico e mentale che provocò circa 35milioni di vittime, 750mila solo in Italia.

Le celebrazioni per il centenario della guerra hanno preso il via il 4 novembre con la mostra “Verso la Grande Guerra” inaugurata al Vittoriano a Roma e continueranno per tutto il 2015.

«Quello della Grande guerra è un anniversario particolarmente importante per la costruzione della nostra identità europea e perché il sistema politico, le istituzioni, i valori culturali, morali, religiosi e le idee operanti in tutta Europa e nel nostro paese furono sconvolte da una decisione non condivisa da gran parte della popolazione e che fu all’origine di una divisione dalla duratura ricaduta ideologica» – afferma Peluffo Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e presidente del Comitato per la commemorazione– «L’Italia, unita da appena cinquanta anni, entrò in un conflitto nel quale gli italiani, provenienti da ogni parte del Paese, combatterono fianco a fianco nelle medesime, durissime condizioni. Vissuta per quattro anni con questa profonda contraddizione, la guerra produrrà una completa trasformazione del tessuto sociale e civile del paese in un clima di crescente instabilità politica che, dopo i conflitti e i contrasti del primo dopoguerra, porterà all’avvento di un regime autoritario».

La prima guerra è stata una delle pagine più tragiche della storia dell’umanità e non a caso, i padri costituzionali, nel formulare gli articoli della nostra costituzione non hanno evitato di menzionarlo riproponendolo nell’articolo 11 “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…”.